Uno sguardo sull'export manufatturiero italiano
30/03/2026
Dal 2015 l’export manifatturiero italiano è cresciuto del 23,8%, mettendo a segno una performance superiore a quella dei principali competitor europei.
Secondo i dati del nostro Centro Studi, le vendite all'estero di manufatti italiani hanno registrato una crescita complessiva del 23,8% tra il 2015 e il 2024 (pari a +2,4% all'anno a prezzi costanti), superando nettamente le performance di alcuni dei principali competitor europei.
La crescita dell’Italia procede a un ritmo simile a quello della Spagna (+2,5% annuo), pur in presenza di specializzazioni produttive differenti.
Tuttavia, il vero scarto emerge nel confronto con la Germania (+1,1%) e la Francia (+0,8%), che si attestano ancora su livelli vicini a quelli pre-Covid.
In questo scenario, l’Italia ha dimostrato una resilienza impressionante agli shock globali degli ultimi anni.
A sostenere questa dinamica positiva sono stati diversi fattori.
Sul piano strutturale, la diversificazione del manifatturiero italiano ha permesso alle imprese di riorientare rapidamente flussi e mercati, reagendo meglio dei partner europei agli shock delle filiere globali.
Ma l'elemento più rilevante emerge dall'analisi qualitativa: la sovraperformance dell'export manifatturiero italiano nell'ultimo decennio appare connessa soprattutto a componenti qualitative, che a parità di prezzo rendono i prodotti italiani più appetibili e ricercati nei mercati internazionali.
La capacità di competere sulla qualità, non solo sul prezzo, rappresenta il vero vantaggio competitivo del Made in Italy sui mercati globali.
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