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Emilia-Romagna, l’industria ritrova la fiducia: ordini e occupazione in aumento

03/06/2025

Emilia-Romagna, l’industria ritrova la fiducia: ordini e occupazione in aumento.

Nonostante la fase di rallentamento delle attività produttive e commerciali iniziata nella primavera 2023 – da cui sono rimasti indenni solo i settori meccanica e alimentare – l’industria emiliano-romagnola prevede ora un netto recupero: il 34% degli imprenditori si aspetta un incremento della produzione, con un saldo ottimisti/pessimisti di 16 punti, contro i 9 punti di un anno prima; il 32% prevede ordini in aumento con la quota di ottimisti che sopravanza i pessimisti di 12 punti contro i 3,6 di un anno fa; e più di una azienda su due annuncia aumenti dei posti di lavoro entro fine giugno.


È un clima decisamente di fiducia quello che si respira lungo la via Emilia, fotografato nell’indagine su congiuntura 2023 e previsioni 2024 per l’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.

«L’industria della nostra regione conferma una buona capacità di tenuta e le previsioni, soprattutto delle imprese di medio-grandi dimensioni, sono positive», sottolinea la presidente degli industriali emiliano-romagnoli, Annalisa Sassi, leggendo i dati prospettici della rilevazione su un campione di 412 imprese del sistema, che rappresentano 62mila addetti e 20,6 miliardi di euro di fatturato.

A emergere in modo più marcato che nelle precedenti rilevazioni congiunturali è la dicotomia tra performance e aspettative delle medio-grandi imprese rispetto alle piccole realtà, con una netta superiorità delle prime sulle seconde.

A spiegare la resilienza del tessuto produttivo lungo la via Emilia è sicuramente anche il fenomeno di aggregazione e consolidamento della base industriale che emerge dall’analisi decennale condotta da Unioncamere: dal 2013 al 2023 il numero di imprese industriali attive in regione è sceso del 13,4% (-26% quelle della moda, -25% nella ceramica-vetro) ma a uscire dal mercato sono state le piccole aziende, società di persone (-36,6%, oltre un terzo in meno in un decennio), ditte individuali (-19%) e cooperative (-18%).

Mentre le società di capitale sono aumentate del 10,6% e sono arrivate a rappresentare oggi il 42,7% dell’industria.

Con un riflesso positivo anche sul mercato del lavoro, che continua a crescere: +2% gli occupati nell’industria nel 2023, un ritmo doppio rispetto alla crescita complessiva dell’occupazione in regione.

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