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CALA LA PRODUZIONE INDUSTRIALE IN ITALIA

05/08/2021

Scende dell’1,5% la produzione industriale italiana in maggio rispetto ad aprile. “Tutti i principali settori di attività – spiegano gli analisti dell’Istat – registrano cali su base mensile, tra cui è più ampio quello dell’energia. Tra i principali raggruppamenti di industria, sempre l’energia è l’unica a flettere su base annua”. Migliora il dato tendenziale, segnando un incoraggiante +21,1% rispetto allo stesso mese del 2020, ma occorre sottolineare come sia influenzato dalla situazione di blocco dello scorso anno causato dalla pandemia. Si noti ad esempio che, rispetto a febbraio 2020, ovvero il mese che ha preceduto l’inizio dell’emergenza sanitaria, a maggio il livello dell’indice è inferiore dello 0,8 per cento. Nel periodo marzo-maggio, infine, il livello della produzione cresce dell’1,2% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile mostra diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative caratterizzano, infatti, l’energia (-5,2%), i beni strumentali (-1,8%) e, nella stessa misura, i beni di consumo e i beni intermedi (-0,8%). Corretto per gli effetti di calendario, a maggio 2021 l’indice complessivo aumenta in termini tendenziali del 21,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 20 di maggio 2020). Si registrano incrementi tendenziali per i beni intermedi (+28,8%), i beni strumentali (+25,2%) e quelli di consumo (+15,8%) mentre diminuisce lievemente il comparto dell’energia (-1,9%). I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+40,1%), la fabbricazione di mezzi di trasporto (+39,1%) e le altre industrie manifatturiere (+35,8%). Flessioni tendenziali si registrano solo nelle attività estrattive (-16,2%), nella produzione di prodotti farmaceutici di base (-3,6%) e nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-0,3%).

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