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Volkswagen taglia la produzione a Wolfsburg

02/09/2021

Dopo Toyota anche Volkswagen ha deciso di tagliare la produzione dell'impianto di Wolfsburg, il principale del gruppo. Il motivo è la carenza di chip semiconduttori. Un portavoce della società ha sottolineato come "l'attuale situazione critica nella fornitura di semiconduttori continua a colpire in modo significativo la produzione di auto per tutti i costruttori".

Più in dettaglio, per Wolfsburg è previsto un solo turno di lavoro con orario di lavoro ridotto per tutti gli altri turni della fabbrica. Già ieri Volkswagen aveva messo le mani avanti, anticipando un ulteriore taglio della produzione. "Al momento prevediamo che la fornitura di chip nel terzo trimestre sarà molto volatile e limitata", aveva detto il gruppo automobilistico, aggiungendo "Non possiamo escludere ulteriori modifiche alla produzione".

Anche Toyota ha annunciato che a settembre ridurrà del 40% la produzione globale con uno stop in 14 fabbriche. Anche Stellantis avrà dei fermi produttivi, in particolare dovrà bloccare la produzione almeno per una settimana nello stabilimento di Rennes-La Janais e per almeno tre giorni a Sochaux, dove vengono prodotte, rispettivamente, le Citroën C5 e Peugeot 5008 e le Peugeot 308, 3008 e 5008 e Opel Grandland X.

La capacità annua degli impianti dovrebbe essere di circa 150mila e 400/500mila unità, mentre non è stato specificato per quanto tempo la produzione verrà sospesa. Le cause sono legate alle interruzioni nella supply chain in Asia per la diffusione della variante Delta in particolare in Malesia e Vietnam. Il settore auto è alle prese con nuove difficoltà dopo che la ripresa della domanda ha minato le catene d'approvvigionamento a inizio anno, mentre l'epidemia di Covid-19 in Asia ha influenzato la produzione di chip e le attività presso i porti commerciali. Di riflesso IHS ha rivisto la previsione sulla produzione quest'anno, che non incorpora il taglio di Toyota, stimando fra 6 e 7 milioni di volumi in meno.

"Per gli original equipment manufacturer la notizia è negativa, ma in parte compensata dal migliore price-mix come evidenziato dai numeri del primo semestre di quest'anno", ha commentato Equita Sim, "mentre avrà secondo noi maggior impatto sui Tier 1 che hanno meno pricing power". A detta di un altro analista, la notizia conferma che la crisi riguardante la mancanza di semiconduttori non è terminata, in linea con le attese delle società che vedono un secondo semestre non peggiore del primo con un miglioramento nel quarto trimestre. "L'impatto dal fermo degli impianti di Rennes e Sochaux dovrebbe essere, tuttavia, contenuto ovvero meno dello 0,5% sulla produzione annua totale di Stellantis per ogni mese di fermo", ha precisato l'esperto. In ogni caso, "evidenziamo che le azioni messe in atto dalla società nel primo semestre, come il privilegiare la produzione di veicoli a marginalità superiore alla media, hanno avuto successo proteggendo utili e marginalità con un ebit margin adjusted all'11,4% ovvero il 10% al netto di effetti contabili derivanti dalla fusione con Psa". In borsa, però, i titoli del comparto restano sotto una pioggia di vendite: Bmw perde il 2,29%, Daimler lo 0,92%, Renault il 2,98%, Stellantis l'1,38% e Volkswagen l'1,72%. (riproduzione riservata)